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Hispaniola
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mwdwHispaniolacite-ref-treccani-1-0[1] (nome latino, pronuncia /ispaˈniola/cite-ref-2[2]; in mwgqspagnolo: mwggLa Española; in mwgwhaitiano creolo: mwhaIspayola; in mwhqtaíno: mwhgAyiti)cite-ref-3[3] è una delle maggiori isole delle mwiwAntille, sul cui territorio si trovano gli Stati sovrani di mwjaHaiti ad ovest (che occupa circa il 36% della superficie totale) e la mwjqRepubblica Dominicana ad est (che occupa circa il 64% della superficie). L'isola si trova a est di mwjgCuba e a ovest di mwjwPorto Ricocite-ref-treccani-1-1[1].

Hispaniola è stata la prima mwlqcolonia europea nel mwlgNuovo Mondo, fondata da mwlwCristoforo Colombo nei suoi viaggi del mwma1492 e mwmq1493cite-ref-treccani-1-2[1]. È la seconda mwngisola delle Antille mwnwper superficie dopo Cuba (22ª al mondo), ma risulta essere la mwoapiù popolosa delle Americhe e la decima al mondo.

Contents

Storia
Clima
Valuta
Cucina
Note

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Etimologia

L'isola ha avuto vari nomi derivati dalla sua popolazione nativa, gli amerindi mwpaTaino. Quando Colombo prese possesso dell'isola il 5 dicembre 1492 la chiamò "mwpqEspañola" ("piccola Spagna"), poiché, a suo parere, assomigliava a parti geografiche della Spagna.cite-ref-0-4-0[4]cite-ref-mcintosh-5-0[5] mwrgBartolomé de Las Casas e mwrwPietro Martire d'Anghiera, quando descrissero l'isola nelle loro opere in latino, resero popolare il nome nella sua forma latina "mwsaHispaniola", che significa Spagna al diminutivo, secondo Anghiera.cite-ref-0-4-1[4]cite-ref-mcintosh-5-1[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] Poiché l'opera di Anghiera venne quasi subito tradotta in inglese e francese, il nome "mwwqHispaniola" è diventato il più usato in paesi di lingua inglese per descrivere l'isola in opere scientifiche e cartografiche.

L'isola di Hispaniola continuò a chiamarsi "mwwwEspañola" fino a poco dopo la metà del mwxaXVII secolo, quando il territorio iniziò a essere conosciuto indistintamente come "mwxqIsla Española de Santo Domingo". Nei due secoli successivi, Santo Domingo prevalse come nome dell'isola fino al mwxgXVIII secolo. Questo nome risale al mwxw1498, quando mwyaBartolomeo Colombo fondò una città sulla riva del fiume mwyqOzama, che chiamò mwygSanto Domingo in onore di mwywSan Domenico. Antonio del Monte y Tejada e José Gabriel García, nelle loro rispettive opere, registrarono che il 6 dicembre 1508, con decreto reale, il mwzare di Spagna estese il nome Santo Domingo all'intera isola. Tuttavia, questo decreto reale è sconosciuto e si ritiene che il nome Santo Domingo sia stato applicato all'isola fuori dall'uso generale, poiché era il nome di mwzqSanto Domingo, il principale centro politico e commerciale dell'isola, che oggi è la capitale della mwzgRepubblica Dominicana.cite-ref-8[8]

mwbaGonzalo Fernández de Oviedo e de las Casas hanno documentato che l'isola era chiamata Haiti ("Terra montuosa") dai mwbqTaino. D'Anghiera aggiunse un altro nome, "mwbgQuizqueia" (presumibilmente "Madre di tutte le Terre"), ma in seguito la ricerca ha dimostrato che la parola non sembra derivare dalla lingua originale dei Taino. Sebbene l'uso Taino di Haiti è verificato e il nome è stato usato da tutti e tre gli storici, le evidenze suggeriscono che probabilmente non era il nome Taino di tutta l'isola, ma piuttosto il nome di una regione (ora conosciuta come mwbwLos Haitises) nella sezione nord-est della attuale mwcqRepubblica Dominicana. Nella più antica cartina documentata dell'isola, creata da Andrés de Morales, quella regione prende il nome di "mwcwMontes de Haití" ("Montagne di Haiti"). Las Casas apparentemente ha chiamato l'intera isola Haiti sulla base di questa particolare regione; d'Anghiera afferma infatti che il nome di una parte fu dato a tutta l'isola.

I termini coloniali mwdqSaint-Domingue e mwdgSanto Domingo sono a volte ancora applicati a tutta l'isola, anche se questi nomi si riferiscono, rispettivamente, alle colonie che divennero Haiti e la Repubblica Dominicana. Il nome mwdwHaiti è stato adottato dal rivoluzionario haitiano mweaJean-Jacques Dessalines come il nome ufficiale dell'indipendente Saint-Domingue, come omaggio ai predecessori amerindi. mweqQuisqueya (da mwegQuizqueia) è usato per riferirsi alla Repubblica Dominicana.

Geografia politica

Politicamente l'isola è divisa tra mwfqHaiti, che copre un terzo della superficie totale ed è situata sulla parte occidentale, e la mwfgRepubblica Dominicana, che copre gli altri due terzi occupando la parte orientale. È l'unico caso al mondo di un'isola importante suddivisa fra due Stati completamente indipendenti. Altri casi, non assimilabili completamente, sono le isole su cui giacciono uno Stato indipendente e la parte "distaccata" di almeno un altro Stato (es. mwfwIrlanda, mwgaNuova Guinea, mwgqBorneo, mwggTimor). Vi è anche il caso di mwgwCipro ma in questo caso solo uno dei due governi è internazionalmente riconosciuto.

| Nazione | Popolazione (stima 2009) | Area ( km² ) | Densità (/km²) |
|---|---|---|---|
| Haiti | 9 035 536 | 27 751 | 326 |
| Repubblica Dominicana | 9 755 954 | 48 671 | 201 |
| Totale | 18 791 490 | 76 422 | 246 |

Storia

mwsaCristoforo Colombo giunse per la prima volta sull'isola il 5 dicembre mwsq1492. Durante questo viaggio, il giorno di mwsgNatale fondò il primo insediamento europeo nel continente americano, mwswLa Navidad, sulla costa settentrionale dell'odierna Haiti. Volendo festeggiare il Natale sbarcando nella terra sognata, Colombo cercò di sfruttare le mwtabrezze di terra, con l'ordine a mwtqJuan de la Cosa di tenere la barra del timone della mwtgmwtwSanta Maria.

Questi, stanco per le peripezie dei giorni precedenti, la lasciò ad un giovane mwuqmozzo per poi ritirarsi sottocoperta.cite-ref-9[9] Verso la mezzanotte del 25 dicembre, a poca distanza dalla costa (200-300 metri) la mwvgSanta Maria era andata in mwvwsecca da prua, l'ammiraglio svegliatosi ordinò di tonneggiare Su Wikidata [[d:Q263859]], su dizionari ad es. in [https://dizionari.repubblica.it/Italiano-Inglese/T/tonneggiamento.html] , gettando l'ancora che poi doveva essere trainata da un argano, venne gettata in mare una mwwqlancia con tale scopo, su cui salì Juan de la Cosa che decise invece di dirigersi verso la mwwgNiña.cite-ref-10[10] La mwxwcaracca dovette essere abbandonata, a nulla servirono gli ultimi sforzi di Colombo.cite-ref-11[11] L'ammiraglio, dovendo abbandonare parte della sua ciurma, 39 persone in tutto,cite-ref-12[12] fece costruire un forte, mw0amw0qLa Navidad,cite-ref-13[13] a poche miglia dal luogo dell'incidente. I lavori vennero organizzati dal carpentiere Alonso Morales, e venne lasciata una lancia come mezzo di trasporto. Dopo la partenza di Colombo, La Navidad fu distrutta dai nativi dell'isola, i mw1gTaino.

L'anno seguente, Cristoforo salpò per il suo secondo viaggio da mw2aCadice il 25 settembre 1493cite-ref-14[14] con 17 navi, fra cui la Niña ora denominata Santa Clara, e un equipaggio di circa 1200 uomini, tra i quali vi erano il figlio mw3qDiego, il fratello mw3gGiacomo, il padre di Las Casas. Arrivarono il giorno 19 novembre 1493 a mw3wPorto Rico ed il 23 novembre giunsero nella baia di mw4aSamanà. L'Ammiraglio Colombo tornò ad Hispaniola, dove scoprì che gli uomini dell'equipaggio che aveva lasciato erano stati uccisi.cite-ref-15[15] Colombo fece allora costruire un nuovo insediamento situato più a est, denominato La Isabela, così chiamata in onore della regina di mw5qSpagna. La Isabela fu fondata nel dicembre del 1493 ed esistette fino al 1496, quando fu abbandonata dagli stessi spagnoli a seguito della fondazione della nuova capitale, mw5gSanto Domingo, situata nella costa meridionale dell'isola.

Prima dell'arrivo di Colombo, l'isola di Hispaniola era abitata dai Taino, una pacifica popolazione il cui numero di individui, alla fine del mw6aXV secolo, era stato stimato in 250mw6q 000 unità. La colonizzazione spagnola ebbe inizio nel 1493, con l'arrivo di 1300 uomini dalla mw6gpenisola iberica. Il rude trattamento riservato agli indigeni - unitamente alle malattie importate dall'mw6wEuropa - ridusse la popolazione nativa a circa un ventesimo nel breve volgere di un quarto di secolo. La mw7aSpagna iniziò anche l'importazione di schiavi dall'mw7qAfrica a partire dal mw7g1501.

Man mano che l'impero spagnolo conquistava nuovi territori nel continente, parallelamente calava l'interesse per l'isola di Hispaniola; nei primi anni del mw8aXVII secolo le coste nord-occidentali dell'isola erano diventate un punto di rifornimento di pirati, tanto che nel mw8q1606 il re di Spagna ordinò a tutti gli abitanti dell'isola di spostarsi verso la capitale, al fine di ridurne al minimo i contatti. Questo permise ai pirati di stabilire vere e proprie basi nelle zone abbandonate dai coloni spagnoli.

Nel mw8w1665 il re di Francia riconobbe ufficialmente l'isola come possedimento della corona francese, il cui terzo occidentale fu ceduto formalmente alla Francia dalla Spagna con il mw9aTrattato di Ryswick del mw9q1697. Soprannominata "la perla delle Indie", la colonia francese conobbe oltre un secolo di ricchezza e prosperità. L'indipendenza haitiana del mw9g1804 non riuscì a mantenere tale situazione, e trasformò lentamente il paese in una delle nazioni più povere del mondo. La parte orientale dell'isola restò colonia spagnola fino al mw9w1821, anno in cui la Repubblica Dominicana dichiarò per la prima volta l'indipendenza. L'anno successivo l'occupazione haitiana della Repubblica Dominicana non incontrò resistenza, e per circa un ventennio, fino al mw-a1844, l'isola fu nuovamente unita sotto il dominio haitiano.

L'effimero successo turistico di Haiti del secondo dopoguerra non contribuì a risollevare un paese minato da forti contrasti. Attualmente, invece, la mw-gRepubblica Dominicana si sta confermando come uno dei paradisi turistici del pianeta. In generale, nel mw-wXXI secolo vi è una forte differenza nell'economia dei due Paesi: l'ex colonia spagnola ad esempio ha dimostrato di avere maggiori risorse anche per far fronte alle calamità naturali, che invece hanno devastato a più riprese Haiti, come ad esempio il mw-aterremoto del 2010, che in Repubblica Dominicana ha avuto un impatto molto limitato. Inoltre, la Repubblica Dominicana rappresenta un rifugio di maggiore stabilità economia per molti cittadini haitiani, e a più riprese viene paventata la possibilità di costruire un muro alla frontiera fra i due paesicite-ref-16[16]cite-ref-17[17].

Clima

Il clima è tropicale rinfrescato dalla brezza marina responsabile della sua gradevole temperatura che oscilla tra i mwaqc18 °C ed i mwaqg30 °C. Da maggio a ottobre c'è la possibilità di qualche breve ma intenso acquazzone. Il mese più caldo è agosto, mentre quello più fresco è gennaio.

Valuta

Le monete locali sono il mwaqspeso dominicano (DOP) ed il mwaqwgourde haitiano (HTG). Il mwaq0dollaro e l'mwaq4euro possono essere cambiati in loco. I pesos non vengono riconvertiti.

Cucina

Il piatto tipico in Repubblica Dominicana è chiamato "La Bandera Dominicana" ed è composto da riso, fagioli e carne, soprattutto pollo; ottima è anche la carne alla griglia. Pompelmi e arance vengono venduti sulle bancarelle già sbucciati. Caratteristico anche il saporito "queso", formaggio servito con patate particolari.

In Haiti, tra i piatti più popolari citiamo il "Lalo", saporito stufato a base di riso, carne e verdure, il "Diri ak djon djon" (riso con djon djon, una mwarqspecie locale di fungo spontaneo).

Note

cite-note-treccani-11. citereftreccani-hispaniolamwar8mwasaHispaniola, in mwaseTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwasiURL consultato il 6 giugno 2015.
cite-note-22. mwasy mwascmwasgBruno Migliorini mwasket al., mwasomwassScheda sul lemma "Hispaniola"mwas4, in mwatymwatcDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwatgISBNmwatk 978-88-397-1478-7.mwats
cite-note-33. mwat8Jon Henley, mwauamwaueHaiti: a long descent to hell, in mwauiThe Guardian, 14 gennaio 2010. mwaumURL consultato il 4 settembre 2013.
cite-note-0-44. "Quam protinus Hispanam dixi": mwaukEPISTOLA DE INSULIS NUPER REPERTIS (Letter to Lord Raphael Sanchez, March 14, 1493).
cite-note-mcintosh-55. mwau8Gregory C. McIntosh, mwavamwaveThe Piri Reis Map of 1513, University of Georgia Press, 2000, p.mwavi 88, mwavmISBNmwavq 978-0-8203-2157-8.
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cite-note-99. dal libro mwaxuGianni Granzotto, mwaxyCristoforo Colombo, Mondadori, 1984, p.mwaxc 195 e successive.
cite-note-1010. La versione di Morison presente in mwaxsMiles H. Davidson, mwaxwColumbus then and now: a life reexamined, University of Oklahoma Press, 1997, p.mwax0 240, mwax4ISBNmwax8 978-0-8061-2934-1. Gli Indios salveranno il carico mwayeMarino Ruggero, mwayiL'uomo che superò i confini del mondo, Sperling & Kupfer, 1995, p.mwaym 57, mwayqISBNmwayu 978-88-200-4912-6., grazie alla richiesta di aiuto di Diego de Harana e Pedro Gutierrez Juan de la Cosa si giustificò affermando che quando si allontanò non vi era alcun segnale di disastro imminente. mwaycGianni Granzotto, mwaygCristoforo Colombo, Mursia, 1995, p.mwayk 208, mwayoISBNmways 978-88-425-4493-7.
cite-note-1111. Colombo chiese di abbattere l'albero maestro, di gettare il carico non essenziale, sforzi rivelatisi vani. La nave fu colpita dalle onde a più riprese arrivando al punto che «la caravella non poté respirare» da mwazaFernando Colón, Alfonso de Ulloa e Rinaldo Caddeo, mwazeHistorie della vita e dei fatti di Cristoforo Colombo, Erre emme, 1990, p.mwazi 136.
cite-note-1212. mwazymwazcPaolo Emilio Taviani, mwazgI viaggi di Colombo: la grande scoperta, vol.mwazk 1, Istituto Geografico De Agostini, 1984, p.mwazo 74.
cite-note-1313. Costruita in parte con i relitti della Santa Maria. mwaz4Paolo Emilio Taviani, mwaz8Cristoforo Colombo: la genesi della grande scoperta, Istituto Geografico De Agostini, 1982, p.mwaaa 497.
cite-note-1414. Alcuni autori come Alvarez Chanca e Pietro Martire d'Angheira indicano come data il 13 ottobre - mwaaqCristoforo Colombo, mwaauGli scritti, Einaudi, 1995, p.mwaay 391, nota 1. e mwaacMarino Ruggero, mwaagL'uomo che superò i confini del mondo, Sperling & Kupfer, 1995, p.mwaak 394, mwaaoISBNmwaas 978-88-200-4912-6. Il 25 settembre 1493 comunque viene riportato anche nella Cronaca del secondo viaggio.
cite-note-1515. La fortezza era stata rasa al suolo, nella vicinanza solo ceneri e rifiuti mentre i cadaveri erano sparsi anche lontano. I colpevoli erano stati secondo la gente del luogo i Canibi, sbarcati tempo prima. Colombo visitò Guacanagarì che fingeva di essere ferito ad una gamba, mwabaFrancesco Tarducci, mwabeVita di Cristoforo Colombo, Fratelli Treves, 1892, p.mwabi 483. smascherato dal medico di bordo Chanca e dal chirurgo che lo aveva accompagnato mwabmLorgues de Lorgues, mwabqTullio Dandolo, Volpato e comp, 1857, Cristoforo Colombo: storia della sua vita e dei suoi viaggi sull'appoggio di documenti autentici raccolti in Ispagna ed in Italia del conte Roselly de Lorgues ..., pp.mwabu 331-332., l'ammiraglio rifiutò di imporre la morte al bugiardo, non sicuro della sua colpevolezza dell'accaduto. Successivamente si venne a scoprire cosa accadde in realtà: gli stessi spagnoli stanchi di vivere confinati e per cercare l'oro organizzarono assalti ai villaggi vicini, compresi quelli di Caonabo in uno di questi Pedro Gutirrez, uno dei capi, mwabyRoberto Almagià, curato da mwabcOsvaldo Baldacci, mwabgCristoforo Colombo visto da un geografo, L.S. Olschki, 1992, p.mwabk 110. venne catturato e giustiziato, poi ci fu l'assalto a Navidad, Guacanagarì cercò di avvertire Diego de Harana rimasto al forte senza successo. mwaboGianni Granzotto, mwabsCristoforo Colombo, Mursia, 1995, pp.mwabw 254-255, mwab0ISBNmwab4 978-88-425-4493-7.
cite-note-1616. mwacmMartina Trimarchi, mwacqmwacuHaiti e Repubblica Dominicana, così vicine ma così diverse, su mwacyOpinio Juris, 15 giugno 2022. mwaccURL consultato il 13 novembre 2023.
cite-note-1717. mwacsmwacwmwac0Repubblica Dominicana – Haiti. Due paesi, una isola, nello scenario dell'ultimo decennio | CeSPI, su mwac4www.cespi.it. mwac8URL consultato il 13 novembre 2023.

Bibliografia

• mwadmAlexandre Olivier Exquemelin, Bucanieri nei Caraibi, Milano, Effemme Edizioni, 2005 [1678], ISBN 88-87321-12-4.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itHispaniola, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Hispaniola, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.